I numeri "speciali" di energeomagazine

ABBONAMENTO A ENERGEO

Energeo Magazine, il periodico bimestrale fondato nel 2008 da Edipress Communications, ha fornito e rappresentato la più completa ed esclusiva testimonianza di due significativi eventi dell’UNESCO e dell’ICOMOS, promossi a Firenze nel 2014. Ora il periodico, insieme al Centro Studi Santagata CSS‐EBLA, organizzazione no‐profit con sede a Torino, e alla Fondazione Patrimonio UNESCO Sicilia, vuole lanciare un progetto strategico per promuovere la voce della cultura applicata al territorio e le politiche unescane. Un’iniziativa destinata a raccogliere, conservare, ordinare e studiare le testimonianze che documentino la storia, l’economia, il lavoro, la vita quotidiana e familiare, il folklore, i dialetti, gli usi, i costumi, le attività professionali, letterarie, artistiche, religiose, artigiane, agricole e pastorali dei popoli che hanno vissuto e vivono nel BelPaese. In questo contesto si colloca anche la collaborazione con l’ITKI UNESCO, una banca dati mondiale (Traditional Knowledge World Bank) per gestire al meglio l’immenso patrimonio di conoscenze tradizionali. Tra i contorni di queste iniziative c’è la promozione del progetto culturale “Alla ricerca dei luoghi e dei riti dell’Antica Lucania”, che interessa un territorio considerato l’avamposto di Matera, designata Capitale Europea della Cultura 2019, definito dal grande nutrizionista americano Ancel Keys il “triangolo di lunga vita”. Le azioni per promuovere questo vastissimo territorio si intrecciano con la storia della Dieta Mediterranea, iscritta dall’UNESCO nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’ umanità. Le pagine del periodico hanno ripercorso la vicenda umana e scientifica dei coniugi Keys, i quali a Pioppi, nel Cilento, dove vissero, diedero vita ad uno studio approfondito sull’influenza della dieta sulla salute destinato a cambiare per sempre le conoscenze in tema di nutrizione umana. Un argomento quanto mai attuale, che il magazine, a conclusione di Expo 2015, intende, approfondire con rigorose indagini storiche e scientifiche. Lo staff di Energeo sviluppa anche in una newsletter tutte le tematiche care al periodico che da sempre è schierato dalla parte del territorio.

La scoperta di un territorio atipico, definito Distretto delle Energie rinnovabili in Toscana, con le biancane, il fuoco del profondo che sbuffa e freme, le fumarole e i getti di vapore,  ha ispirato un progetto editoriale esclusivo. Si tratta di un mix di territorio, il cui paesaggio è stato già riconosciuto dall'UNESCO nel 2012 come Geopark. Da questo luogo particolarissimo Energeo Magazine mosse i primi passi nel 2008. Il periodico, edito dalla torinese Edipress Communications, società con una trentennale esperienza nell’editoria e nella comunicazione d’impresa, in sinergia con Promedia Srl che si occupa dello sviluppo dei progetti speciali, ha per mission la scoperta dei territori che rappresentano un classico esempio di paesaggio mutevole. In questi anni il periodico ha continuato ad  andare alla ricerca della fenomenologia dei territori, con l’obiettivo di stabilire i contorni degli stessi, esplorando riti, tradizioni e contaminazioni alimentari, nonché avviando un’indagine sui processi che legano l’innovazione allo sviluppo territoriale. Energeo Magazine ha anche avviato una campagna per lanciare la "Grande Italia del patrimonio UNESCO". Il progetto è condiviso da CNI UNESCO, dalla Fondazione UNESCO Sicilia, ICOMOS Italia, dal Centro Studi UNESCO Silvia Santagata-EBLA e da ITKI UNESCO, nonchè dalla rispettive organizzazioni, riconosciute e supportate dall’UNESCO che mirano alla tutela e valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale del nostro Paese: l’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale UNESCO, la rete del Programma MAB (Man and the Biosphere) e dalla Rete Globale dei Geoparchi. Questa storia viaggia di pari passo con la nuova chiave di lettura dell'UNESCO sul paesaggio che ha ispirato sia il giornale, sia gli altri progetti ideati dalla testata torinese e condivisi da CNI UNESCO, ICOMOS Italia, Centro Studi Silvia Santagata-EBLA, ITKI UNESCO, Slow Food e la Fondazione Slow Food per la Biodiversità, e da tantissimi partners istituzionali, nonchè dai media ( TG2- TGR). Tutto ebbe inizio nell’ Area Geotermica della Toscana, precisamente nel  Distretto delle Energie Rinnovabili.

 

Il Distretto delle Energie Rinnovabili rappresenta il crocevia, anche geografico, dove la contaminazione tra usi, tradizioni, riscoperta di colture alimentari di qualità, e cultura della sperimentazione, si coniuga con l'innovazione. Un processo che, partito dallo sfruttamento industriale dei soffioni boraciferi della Toscana, ha determinato le avveniristiche scelte di promuovere il trasferimento delle tecnologie per le energie rinnovabili, il rilancio del laboratorio sperimentale di Sesta, centro di eccellenza a livello mondiale, in collaborazione con qualificatissimi partners ( GE Oil & Gas) e avviare il “laboratorio di ricerca applicata in geotermia” di Larderello. Gli abitanti di questo territorio sanno convivere con i vapori, fluidi utilizzati all'interno del processo produttivo, in maniera da assicurare un risultato economico, dall'utilizzo in agricoltura, attraverso conoscenze tradizionali, ai processi industriali e al teleriscaldamento. Tant' è che alcuni produttori hanno costituito, nel 2009, una Comunità del Cibo per realizzare una vasta gamma di prodotti (formaggio, basilico, olio extravergine di oliva, vini Doc, salumi di cinta senese, pane tradizionale, dolci di castagne, pasta, marmellate, ortaggi), tutti ottenuti facendo ricorso ad energie rinnovabili, nel rispetto dell'ambiente e della filosofia di Slow Food "Buono, Pulito e Giusto”. Questi luoghi, considerati, a tutti gli effetti, all’avanguardia, costituiscono una vera e propria industria della memoria.  La natura qui offre spettacoli di rara bellezza, i percorsi turistici consentono di scoprire monumenti insoliti e affascinanti: serbatoi, vapordotti, pozzi di produzione e di reiniezione, turbine, centrali alimentate con il fluido geotermico, scambiatori di calore. Si tratta di un hub strategico dove nascono continuamente nuove idee, si avviano nuovi progetti e si delineano interessanti iniziative legate allo sviluppo del territorio per valorizzare la risorsa geotermica. Uno straordinario e irripetibile modello di territorio, definito, appunto, distretto delle energie rinnovabili. A questo modello si ispira la RETE avviata da Energeo Magazine che applica un unico  codice di lettura dei criteri di partnership necessari per stabilire l’ingresso in questo elenco speciale. Il periodico si presenta come strumento di comunicazione e di sapere innovativo, diventando asse di riferimento per gran parte delle strategie di azione sui territori partners, perché offre sempre nuove prospettive della sostenibilità, della salvaguardia della diversità, del controllo delle trasformazioni che si misurano sempre più non solo con gli aspetti "strutturali" socio-economici e dell'ecosistema, ma anche con gli aspetti "culturali" del paesaggio. Il periodico, in ogni numero  stimola riflessioni tra necessità di conservazione e opportunità di sviluppo nell’ambito della Raccomandazione UNESCO sul Paesaggio Storico Urbano, mettendosi al servizio di altre comunità con azioni di sussidiarietà. Il periodico viene considerato, a pieno titolo, la rivista dei territori e rappresenta l’organo ufficiale dell’Associazione Geoturistica Terre dal Cuore Caldo “ Vulcani, Saperi, Sapori e Stili di Vita”. Il giornale si è fatto, altresì, promotore di un progetto ambizioso che riguarda l’area grande dell’Antica Lucania, un territorio che si prepara a diventare buffer zone di Matera, designata Capitale Europea della Cultura 2019. Un’area (l’Antica Magna Grecia) che è stata riconosciuta dall’UNESCO come Comunità emblematica della Dieta Mediterranea.

DAL 2008… GUARDIAMO AL FUTURO

IL CROCEVIA DELLE INIZIATIVE DI ENERGEO

LA MAGNA GRECIA DA RISCOPRIRE Energeo Magazine e l’Associazione Geoturistica Terre dal Cuore Caldo, in occasione della designazione di Matera come Capitale Europea della Cultura 2019, hanno avviato un’inedita “elegia” per promuovere l’Antica Lucania, un’area ben più vasta dell'odierna Basilicata.

Lo scopo è quello dichiarato di “guardare al passato di queste zone, pensando al futuro”. Questi vasti territori appartenevano alla Campania (Cilento, Vallo di Diano e Val Sele nel Salernitano) e alla Calabria (arrivava a Sibari, Turi, e al fiume Lao, nel Cosentino). Non erano comprese le terre a est del fiume Bradano, quindi la stessa Matera, né l'intera area del Vulture, la cui principale città era Venusia. E’ stato ideato un format idoneo per rappresentare quella parte di territorio della penisola, considerata la “porta di ingresso“ dell’attuale Basilicata, indicazione assegnata con la nascita della Repubblica. Il progetto, condiviso dalla Fondazione materana Zètema, riguarda un vasto territorio considerato l’avamposto della Città dei Sassi che, vent’anni prima, fece da apripista ad un nuovo concetto di concepire i criteri e le motivazioni del Paesaggio Culturale, utilizzato dall’UNESCO per il riconoscimento della città -tra le più antiche al mondo-  come Patrimonio dell’Umanità (21 novembre 1993). Il magazine esplora, in ogni numero, i luoghi che erano appartenuti alla “Grande Lucania“. Ed è proprio in questo territorio che è situato il Parco nazionale del Cilento, del Vallo di Diano e degli Alburni, con i siti archeologici di Paestum e velia e la Certosa di Padula, inseriti nel 1998, come Matera, nella World Heritage List  dell’UNESCO. Si tratta del secondo parco in Italia per dimensioni, si estende dalla costa tirrenica fino ai piedi dell’appennino campano-lucano e conserva numerose tracce dell’antica presenza dell’uomo. Dal 1997 è Riserva della biosfera  ed è stato il primo parco italiano a diventare UNESCO Global Geoparks (2010). La struttura tira le fila, sotto l’egida della CNI UNESCO, alla RETE UNESCO Global Geoparks che conta, con il recente inserimento del Parco del Pollino (anch’esso compreso nell’Antica Lucania), 10 territori (120 in tutto il mondo) che hanno come obiettivi prioritari la promozione dell’educazione alle scienze della terra, al fine di favorire uno sviluppo economico sostenibile a livello locale, basato sul patrimonio geologico.

Ora si pensa anche ad una Fondazione finalizzata a sostenere l’’iniziativa ideata da Energeo Magazine e promossa  con l’Associazione Geoturistica.  Il progetto, che si avvale del sostegno scientifico della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU),  vuole continuare la ricerca dei luoghi e dei riti del territorio, favorendo la produzione culturale a livello nazionale attraverso progetti formativi e linguaggi contemporanei che abbiano come obiettivo la diffusione di una corretta educazione alimentare, attraverso la divulgazione della Dieta Mediterranea, riconosciuta dall’UNESCO, il 16 novembre 2010, Patrimonio dell’Umanità. Si tratta di trovare nuovi ed efficaci paradigm shift  da applicare al territorio, al paesaggio, al sociale e ai beni culturali, utilizzando una piattaforma di comunicazione altamente innovativa, tecnologicamente aperta, attraverso un sistema estensibile, ampiamente compatibile con altre strutture, che dovrà essere gestita dal periodico.

 

 UN PROGETTO AMBIZIOSO Per impostare un progetto forte e strategico occorrerà, comunque, raccogliere, conservare, ordinare e studiare le testimonianze che documentino la storia, l’economia, il lavoro, la vita quotidiana e familiare, il folklore, i dialetti, gli usi, i costumi, le attività professionali, letterarie, artistiche, religiose, artigiane, agricole e pastorali del popolo che ha vissuto e vive in quell’area che fu la Magna Grecia. L’iniziativa si propone di incrementare la competitività e l'attrattività dei territori, valorizzando e tutelando il patrimonio culturale attraverso la Rete e sistemi di controllo innovativi e riqualificando l'offerta turistica. Prima di procedere occorrerà presentare idee, sviluppare linee guida e tracciare i perimetri delle proposte che dovranno poi sfociare in decisioni fondamentali e strategiche per l’intero territorio dell’Antica Lucania. Dall’alta Irpinia, alla Calabria, passando per il Cilento, riconosciuto dall’UNESCO Comunità Emblematica della Dieta Mediterranea dopo la Dichiarazione di Chefchaouen”, il progetto Antica Lucania diventa ambizioso: si snoderà attraverso una complessa e articolata attività, fino alla costituzione di un network avente come indirizzo un percorso condiviso che dovrà condurre, attraverso una Road Map, “Verso Matera Capitale Europea della Cultura 2019”. Il progetto Antica Lucania intende promuovere, come fine strategico, soluzioni adottate con successo localmente, attraverso l'innovazione applicata al territorio, in tre ambiti: tecnologico, sociale e culturale, contribuendo a far comprendere e comunicare il significato della “cultura dell'innovazione”, unitamente al concetto di "cultura come diritto dell'uomo", muovendosi sulla scia delle recenti declaration dell’UNESCO e dell’ICOMOS di Firenze.

UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO ECONOMICO

 Ci troviamo di fronte ad un nuovo modello di sviluppo economico, come accadde quando fu coniata l’espressione green economy, una ventina di anni fa. L’economia verde nacque, nel 2006, dalla stesura del Rapporto Stern (economia mondiale minacciata dai cambiamenti climatici), ma se ne parlava già molti anni prima, addirittura all’inizio degli Anni ‘90. La stessa cosa avverrà per la culture economy, interessando l’industria culturale, un  settore in forte crescita, come è stato avvalorato di recente dal MIBACT (ministero dei Beni e Attività culturali).  Gli investimenti nel settore culturale sono il veicolo più importante per agganciare la ripresa, investire sulla crescita e creare nuova occupazione.

 

IL RUOLO DELL’UNESCO

L’UNESCO, sotto la guida di Irina Bokova, ha individuato la strada da percorrere per rimediare agli errori di valutazione fatti nel primo decennio del nuovo millennio per il mancato riconoscimento della cultura come motore dello sviluppo sostenibile, dopo che, nel settembre del 2000, la comunità internazionale (189 Paesi partecipanti) adottò la Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite, nella cinquantacinquesima sessione dell’Assemblea Generale dell’ONU. C’è stata, in questi anni, un’accelerazione nella proiezione di scelte responsabili, alimentando la discussione e favorendo l’approfondimento di nuovi approcci per misurare il cambiamento auspicato. Le forme di investimento per la cultura vengono motivate con precisione dalle scelte recenti dell’UNESCO e dell’ICOMOS. L'agenzia ONU per l’Educazione, la Scienza e la Cultura ha individuato nel Terzo Forum Mondiale UNESCO, svoltosi a Firenze, nella prestigiosa sede di Palazzo Vecchio, il ruolo chiave delle città e delle regioni come attori per il cambiamento che riconosce il valore della cultura come motore dello sviluppo – andando oltre una dimensione puramente economica mediante l'espressione culturale, la pratica artistica, la salvaguardia del patrimonio materiale e immateriale, la promozione della diversità culturale, l’urbanistica e l’architettura. Un ruolo avvalorato dai recenti incontri internazionali e da dichiarazioni ad alto livello, come ad esempio la Dichiarazione di Hangzhou "Mettere la cultura al centro delle politiche di sviluppo sostenibile" adottata nel maggio 2013, la Dichiarazione ministeriale del 2013 del dibattito di alto livello del ECOSOC (Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite), e dai due dibattiti tematici sulla cultura e lo sviluppo nell’Agenda post-2015 dell’Assemblea generale della Nazioni Unite di New York, rispettivamente nel giugno 2013 e maggio 2014.

CULTURA E CREATIVITA’ PER FAVORIRE POLITICHE DI SVILUPPO SOSTENIBILE

L'idea di un'economia che sappia coniugare cultura e creatività facendoli diventare asset strategici per favorire politiche di sviluppo locale sostenibile, non è molto diffusa. È dalla fine degli anni Ottanta che si parla, invece, di sostenibilità, da quando cioè nel documento della Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo (Our Common Future, noto come rapporto Brundtland, 1987) venne introdotto il concetto di sviluppo sostenibile con la seguente dichiarazione: “L’umanità ha la possibilità di rendere sostenibile lo sviluppo, cioè di far sì che esso soddisfi i bisogni dell’attuale generazione senza compromettere la capacità delle generazioni future di rispondere ai loro”. Ne parla anche l’ICOMOS, che ha celebrato un mese dopo il Forum UNESCO, a Firenze, la 18° Assemblea generale con un Simposio scientifico sul tema "Eredità culturale e Paesaggio come diritto dell’uomo". Tra le mission dell’ICOMOS, quella di collaborare con l’UNESCO per valutare i Siti Patrimonio dell’Umanità, rappresenta un momento di sintesi delle competenze specialistiche dell’organizzazione. E’ un ruolo concreto in cui l’ICOMOS, advisor body del Comitato del Patrimonio Mondiale per l’implementazione della Convenzione UNESCO per il Patrimonio Mondiale, valuta  le nomine e lo stato di conservazione dei beni iscritti nella World Heritage List. Energeo ha  anticipato queste attualissime novità. L’editore, nel momento in cui la comunità internazionale sta definendo una nuova Agenda per lo sviluppo internazionale, ha realizzato un’edizione storica, pubblicando servizi in esclusiva, evidenziando le scelte dei partecipanti al Terzo Forum UNESCO e degli stessi delegati dell’ICOMOS. In entrambi i casi è stato sottoscritto un documento che sostiene l'integrazione della cultura nell'agenda dello sviluppo post-2015 che le Nazioni Unite hanno programmato di adottare a partire dall'autunno del 2015. Un lavoro nel quale sono state avanzate proposte e riflessioni sulle strategie efficaci per avviare un cambiamento radicale che ponga la cultura al centro delle future politiche per lo sviluppo sostenibile.

Energeo Magazine, la rivista dei territori, è stata l’unica pubblicazione a registrare il passaggio epocale avvenuto a Firenze, nell’ottobre 2014, al Forum Mondiale di Firenze, attraverso un nuovo modello di sviluppo economico, dedicato all’idea di una nuova società, capace di affrontare il cambio di paradigma individuato dall’UNESCO: la culture economy. In quella occasione il periodico intuì che stava entrando nel lessico comune una nuova locuzione, subito adottata come rubrica fissa dal periodico. L’iniziativa venne condivisa dal Centro Studi Silvia Santagata - Ebla (CSS-Ebla), organizzazione no-profit, con sede a Torino ( Reggia di Venaria), che si occupa di ricerca e formazione nel settore dell’economia della cultura e dei programmi UNESCO, promotrice del Centro UNESCO di categoria II sull’Economia della Cultura (ITRECH), i cui esperti si misero a disposizione per coordinare i lavori di questo importante spazio della rivista. Il Centro Studi Silvia Santagata - Ebla (CSS-Ebla), particolarmente attivo sia in ambito nazionale che internazionale, ha organizzato, in collaborazione con l'Ufficio Regionale dell'UNESCO per la Scienza e la Cultura in Europa, lo United Nations System Staff College (UNSSC), il Centro Internazionale di Formazione dell’ILO (CIF-OIL).

Terre dal Cuore Caldo, il valore di un impegno L’Associazione Geoturistica Terre dal Cuore Caldo, ideata dal periodico Energeo Magazine, coinvolge le tante aree di origine vulcanica, nel nostro Paese. Molte vantano il sigillo UNESCO e sono riconosciute come Patrimonio dell’Umanità. Il progetto di aggregare e mettere in rete i territori dalla struttura morfologica complessa di origine vulcanica nacque in occasione del Salone del Gusto di Torino, lo scorso ottobre 2014. L’Associazione “Terre dal Cuore Caldo” è stata presentata ufficialmente a Firenze, il 14 maggio 2015, in concomitanza di EXPO 2015, al Centro Congressi del Grand Hotel Mediterraneo. Il progetto è stato promosso dal Co.Svi.G. (Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche della Toscana), insieme ad Energeo Magazine, coinvolgendo la Fondazione Patrimonio UNESCO Sicilia, la Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus, l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, l’Ente Parco dei Castelli Romani, il Parco dei Colli Euganei, il Parco dell’Etna, il Parco Nazionale del Cilento, i comuni delle isole Eolie, oltre a numerose realtà della Campania (Cooperativa Mefitis, Vallo di Diano, la Pro loco di Rocca San Felice e l’Associazione Dieta Mediterranea Ancel Keys di Pioppi, nel Cilento. E poi ancora i comuni della Valsesia, del novarese e del biellese (Valsessera) interessati dalla presenza del Supervulcano, riconosciuto come UNESCO Global Geopark e tutti i Comuni che sorgono sui suoli vulcanici. Un grande progetto dal Nord al Sud I promotori del progetto, che rappresentano tanti caratteristici luoghi della penisola, formidabili laboratori dove è possibile imparare le Scienze della Terra, hanno annunciato, il 18 giugno 2015, sottoscrivendo l’atto di costituzione del sodalizio nella prestigiosa vetrina dello spazio cluster Bio Mediterraneo ad Expo, la nascita dell'organizzazione geoturistica. Dopo la firma dell’Atto costitutivo sono stati messi a fuoco altre iniziative destinate in futuro alla realizzazione delle finalità istituzionali per favorire la conoscenza e l’uso integrato delle eccellenze offerte dal territorio, anche promovendo la cooperazione a livello europeo e internazionale. Dopo una prima fase di rodaggio l’Associazione aderirà a RES Tipica ANCI, adottando il Manifesto dei Valori (www.restipica.net) della stessa. I promotori si faranno garanti delle esigenze di tutti i partner locali, rappresentanti di un territorio atipico, in cui si manifestano emissioni di fluidi o gas allo stato secco, nonché di luoghi dove sono presenti sorgenti di acqua calda di origine profonda. Il progetto intende stimolare possibili azioni di sviluppo, di promozione delle eccellenze locali e favorire una più approfondita conoscenza sulla “fenomenologia del territorio”, promuovendo studi e ricerche, realizzazione di documentari e di materiale didattico. La sede amministrativa a Firenze L’Associazione ONLUS TERRE DAL CUORE CALDO, finalizzata alla promozione e valorizzazione dei territori di origine vulcanica sparsi in tutta Italia, dalle Alpi alla Sicilia, ha la sede amministrativa a Firenze in via Vincenzo Bellini, 58. Il Consiglio Direttivo è composto da 7 membri, scelti tra i promotori dell’iniziativa. In una fase successiva sarà nominato anche il Comitato Scientifico. L’Assemblea dei Soci sarà ospitata dal Centro Congressi del Grand Hotel Mediterraneo, storico partner del progetto (www.hotelmediterraneo.com). All’unanimità è stato scelto come presidente della neonata Associazione d’Identità il professor Aurelio Angelini, da oltre un trentennio docente universitario dell’Università di Palermo dove insegna sociologia dell’Ambiente e del Territorio ed Ecologia. Angelini ricopre un ruolo importantissimo in seno alla CNI UNESCO, dove è coordinatore del DESS (Decennio Onu di Educazione allo Sviluppo sostenibile), nonchè direttore della Fondazione patrimonio UNESCO Sicilia; per la stessa istituzione ha promosso il coordinamento dei 43 Comuni UNESCO dell’ isola. A lui è affidato il compito di evidenziare, sull’esempio dei tre vulcani attivi iscritti nella World Heritage List (Etna, Stromboli e Vulcano) e dei vari fenomeni di vulcanismo secondario che si verificano sull’isola, la possibilità di far ottenere il sigillo UNESCO anche ad altri territori con caratteristiche simili. Il Vesuvio, vulcano in quiescenza, riconosciuto come riserva della biosfera, è iscritto nell’elenco MAB UNESCO; nei quattro elenchi (World Heritage List, Patrimonio Immateriale UNESCO, Riserve della Biosfera MAB e la rete UNESCO Global Geoparks ) è iscritto il Parco del Cilento del Vallo di Diano e degli Alburni, le cui coste, che si affacciano sul mar Tirreno, a 70 km dalle isole Eolie e a 150 km dal golfo di Napoli, sono minacciate dal vulcano sottomarino Marsili, definito una vera e propria cintura di fuoco immersa negli abissi. Alla rete dei Geoparchi europei (che fa parte a sua volta di quella mondiale) aderiscono anche l'area del Supervulcano che fa parte del Sesia-Val Grande Geopark e il “Tuscan Mining Geopark” che rappresenta, invece, uno degli aspetti naturalistici dell’area geotermica della Toscana e della vicina maremma.  La partnership con Slow Food Il sodalizio si propone di collegare e mettere in rete esperienze, culture, stili di vita e risorse, stimolando azioni per la salvaguardia e la qualificazione dei territori con il coinvolgimento delle popolazioni locali. Senza trascurare la conservazione, la tutela, la conoscenza dei valori culturali e pedagogici di questi luoghi dalla tipica morfologia di origine vulcanica, compreso quelli in cui si manifestano fenomeni di natura geotermica o di emissioni di altri gas provenienti dal suolo. Carlin Petrini, fondatore di Slow Food, che ha condiviso fin dal primo momento il progetto, da lui ritenuto “particolarmente innovativo”, non ha fatto mancare al momento della costituzione dell’Associazione il suo messaggio beneaugurale. Alla base di questa iniziativa c’è la stretta collaborazione con la Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus, con l’organizzazione internazionale Slow Food e con l’UNESCO, attraverso il programma DESS (Educazione allo Sviluppo Sostenibile) promosso dall’ONU. E c’è il ruolo assunto dal Co.Svi.G., insieme a Slow Food Toscana e alla Fondazione, per riscoprire e conservare la diversità del patrimonio gastronomico regionale e contrassegnare cibi e piatti “a rischio estinzione,” coordinando numerosi progetti a sostegno delle comunità di Terra Madre (Presìdi, Mercati della Terra, Orti). La dinamica struttura consortile, la cui area di competenza si allarga all’Amiata, alcuni anni fa, costituì la prima Comunità del cibo ad energia pulita e rinnovabile al mondo. La Comunità toscana, che fa parte di Terra Madre, la rete delle Comunità del Cibo promosse da Slow Food, di cui condivide e promuove la filosofia del “Buono, Pulito e Giusto“, opera nel settore agroalimentare e insiste sui metodi di produzione oltre che sui prodotti. IL SOSTEGNO DELL’UNESCO “Sosteniamo questa iniziativa – spiega il professor Giovanni Puglisi, presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO - perché, a partire dai paesi alle falde dell’Etna, definito dall’UNESCO come uno dei vulcani "più emblematici e attivi del mondo", i crateri, le ceneri, le colate e le grotte di lava, fanno di questi comprensori una destinazione privilegiata per la ricerca e l'educazione, continuando ad avere un ruolo importante, capace di influenzare la vulcanologia, la geofisica e altre discipline di scienza della terra”. I progetti sono condivisi dalla CNI UNESCO che riconosce e tutela i valori culturali, scientifici e pedagogici di quei territori di importanza mondiale, dalla tipica morfologia di origine vulcanica, compresi quelli in cui si manifestano fenomeni di natura geotermica o di emissioni di altri gas allo stato secco, provenienti dal suolo, nonché i luoghi dove sono presenti sorgenti di acqua calda di origine profonda, poste in relazione con i fenomeni del vulcanismo. Questo progetto è mirato a far conoscere, con l’aiuto di qualificati esperti, le peculiarità di questa vera e propria spina dorsale che dalle Alpi alla Sicilia unisce l’Italia ricollegando esperienze, culture e risorse, stimolando azioni per la salvaguardia e valorizzazione, con il coinvolgimento delle popolazioni locali. GLI STILI DI VITA E LA DIETA MEDITERRANEA L’iniziativa, che ha per claim “Vulcani, Sapori, Saperi e Stili di Vita”, dopo aver delineato i contorni dell’ Associazione geo-turistica di Identità, mira ora a creare un “percorso di Rete” tra territori dalla struttura morfologica complessa di origine vulcanica, al fine di condividere la preziosa opportunità di presentare e promuovere le proprie realtà e i territori di appartenenza. L’Associazione ha l’obiettivo di utilizzare il turismo come mezzo di sviluppo locale equo e sostenibile e di favorire la conservazione ambientale. Da nord a sud, vuole promuovere le tradizioni, la cucina e la spettacolare natura di questi territori. Crateri, ceneri, colate e grotte di lava, fumarole e soffioni di vapore fanno di questi comprensori una destinazione privilegiata. L’obiettivo è quello di promuovere un inedito e straordinario circuito turistico, nel quale è possibile osservare scenari nuovi ed inconsueti, di suggestiva bellezza. I percorsi geoturistici, segnalati e sicuri, sono accessibili a tutti, a piedi, in fuoristrada o in mountain bike, tra vallate ricoperte di lava e sassi, foreste di castagni, faggi, pini e prati in fiore, lungo i quali si può andare alla scoperta di tutti quei prodotti tipici che poche altre terre possono offrire ai viaggiatori del gusto.

Associazione Geoturistica Terre dal Cuore Caldo Onlus

Via  Vincenzo Bellini, 58 - 50144 Firenze

Tel 055-368123 Fax 055-3217026 Cell. coordinatore 334.120.71.85

Email: info@terredalcuorecaldo.it

Fenomenologia del Territorio

IL GRANDE VALORE CULTURALE DEI GEOPARCHI

 della storia del nostro pianeta "scritte nelle sue profondità e sulla sua superficie, nelle rocce e nel paesaggio" (Dichiarazione Internazionale della Memoria della Terra, 1991). La fenomenologia del territorio deve essere intesa come campo di ricerca, indagine e conoscenza, ma anche come descrizione analitica e scientifica dei fenomeni che rappresentano gli aspetti inconsueti del territorio. Spazi insoliti che si ritrovano nei Geoparchi che possiedono un patrimonio geologico particolare, di grande rilevanza scientifica per il suo valore archeologico, ecologico o culturale. Caratteristiche che possono essere strategiche per lo sviluppo sostenibile. Questi autentici scrigni del patrimonio naturalistico possono comprendere un certo numero di siti geologici di particolare importanza nei termini di qualità scientifica, rarità, richiamo estetico o valore educativo. L’UNESCO, recentemente, ha ufficializzato una nuova etichetta dell’ONG, la UNESCO Global Geoparks,  perché considera i geoparchi come territori  che rappresentano un campo di ricerca  della storia di 4.600 miliardi di anni di vita del pianeta Terra e degli eventi geologici che hanno dato luogo alla sua trasformazione. Per il loro immenso valore naturalistico e per il ruolo svolto nella promozione di uno sviluppo sostenibile e per la tutela e valorizzazione del territorio, i geoparchi hanno meritato l’attenzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, come segno di riconoscimento planetario e di eccellenza, sinonimo di protezione ambientale e di sviluppo. I contorni di questa nuova azione dell’UNESCO ci faranno  conoscere antichi cambiamenti climatici e potranno aiutare le comunità locali a prevenire pericoli come terremoti, tsunami ed eruzioni vulcaniche. UNESCO Global Geoparks mira, altresì, a potenziare la tutela della geodiversità e la promozione della salvaguardia, dell'educazione e delle best practices applicate in particolar modo al geoturismo. Insieme ai siti del patrimonio dell'umanità e al programma MAB (Man and the Biosphere Reserves), UNESCO Global Geoparks forma un insieme di strumenti per lo sviluppo sostenibile portando un grande contributo alla realizzazione delle azioni avviate per il 2030, combinando prospettive sia globali che locali. Energeo Magazine condivide, con il coordinamento dei Geoparchi italiani, la promozione dei dieci Geoparchi italiani, di cui quattro inseriti nell’Associazione Geoturistica Terre dal cuore Caldo, ora rivitalizzati da questo importante riconoscimento, ma anche l’individuazione di nuove aree idonee per stimolare nuove candidature in considerazione che il brand UNESCO attrae i territori, consapevoli che questo prezioso patrimonio viene troppo spesso percepito  come semplice monumento della natura, singolarità geologica, mentre la condivisione della sua conoscenza e la sua fruizione possono trasformarlo in risorsa scientifica ed economica: un formidabile laboratorio di educazione ambientale, un inedito e straordinario circuito turistico.

 

La tutela del patrimonio geologico è necessaria per riconoscere le tappe evolutive

       L’ITALIA È AL PRIMO POSTO IN EUROPA

Questa nuova qualifica internazionale da parte dell’UNESCO formalizza la stretta relazione con i geoparchi, stabilita fin dal 2001. Da allora i Geoparchi inclusi nella rete globale sono cresciuti fino ad includere 120 siti in tutto il mondo. Questi sono diventati uno strumento sempre più importante per coinvolgere gli stati membri e le loro comunità nelle scienze naturalistiche e nella salvaguardia geologica. Con i suoi dieci Geoparchi riconosciuti dall’UNESCO, l’Italia è al primo posto in Europa e al secondo posto nel mondo, dopo la Cina, per numero di riconoscimenti. La “new entry“ è il Parco del Pollino, la cui iscrizione è avvenuta al termine della tredicesima conferenza Europea dei Geoparchi tenutasi dal 3 al 6 settembre nel Geoparco di Rokua in Finlandia. Il Parco nazionale del Pollino, entra così a pieno titolo a far parte della Global Geoparks UNESCO che si arricchisce così della presenza del territorio calabro-lucano, che diventa il decimo geoparco italiano. La Rete Europea dei Geoparchi ha riunito una settantina di territori appartenenti a 23 diversi Paesi Europei che, sotto l’egida dell’UNESCO, lavorano insieme in maniera attiva e dinamica attraverso una rete di sinergie volte alla tutela e valorizzazione della geodiversità e alla promozione dell’educazione allo sviluppo sostenibile. In un contesto simile non può mancare un percorso di divulgazione culturale ad ampio spettro che abbraccia soprattutto gli aspetti geologici ed archeologici legati ai territori, recentemente riconosciuti siti di particolare interesse geologico, i “geositi”. L’individuazione dei geositi offrirà numerose opportunità: dalla valorizzazione e conservazione del patrimonio geologico, alla promozione del territorio comunale, integrando la conoscenza di questi fenomeni naturali nei dati nella pianificazione territoriale. In questo modo si potenzia l’attrattiva esercitata dal territorio e quindi dell’offerta turistica, con la possibilità di implementare i posti di lavoro attraverso servizi collegati con l’attività turistico-didattica, la cui offerta dovrà essere potenziata.

     LA STORIA DEI TERRITORI RACCONTATA DAI CANTORI LOCALI

Energeo Magazine, il periodico che il termine “geo” ce l’ha nel DNA, inserito nel logo della testata, aiuterà nella lettura dei territori, organizzando una rubrica fissa nel periodico, partendo dagli aspetti geografici e paesistici, agli aspetti geologici e ambientali, e i cosiddetti effetti speciali creati dalla terra attraverso l’acqua, l’aria e il fuoco. I nostri esperti ci aiuteranno ad imparare a conoscere ciò che ci circonda, per avvicinarci alle esigenze del territorio, inteso come bene culturale e ambientale da tutelare. L’analisi del linguaggio di parole sconosciute ci aiuterà a semplificare la lettura di queste pagine. La rubrica non è diretta a esperti, ma divulgativa. Si tratta di un patrimonio culturale locale, storie che Energeo racconterà anche con l’aiuto di cantori e scrittori locali, appassionati e testimoni di storia antica. La testata giornalista che da sempre sta dalla parte dei territori,  vuole far incontrare, conoscere e promuovere gli autori locali, protagonisti di un’editoria minore, che sostengono, a volte con grandi sacrifici, i costi per la stampa di libri di  particolare  interesse, inerenti il loro territorio. Racconteremo storie di brigantaggio e di culti antichi, di lupi mannari e divinità italiche come quelle delle acque presso fiumi e sorgenti. Nel nostro Paese c’è un autentico giacimento di storia ancora avvolta nel mistero e tantissime tracce che riportano agli uomini dell’età della pietra, graffiti paleocristiani e insediamenti rupestri, totem del periodo neolitico, ma anche tanti aspetti non ancora indagati che rappresentano l'eventuale rapporto tra culti e i riti di transizione quale la transumanza, che costituiva il passaggio delle greggi ai nuovi pascoli stagionali.

 

Un modello alimentare sano ed equilibrato fondato prevalentemente su cibi di origine vegetale e sul loro consumo diversificato e bilanciato, che viene tramandato di generazione in generazione. Dal novembre 2010 la dieta mediterranea è stata iscritta nelle liste del patrimonio culturale dell’umanità dell’UNESCO. Un traguardo storico per la nostra tradizione alimentare e culturale. Dalla tavola ai laboratori dei centri di ricerca internazionali. Le più recenti evidenze scientifiche rendono onore alle grandi intuizioni di Ancel Key, il nutrizionista americano padre della Dieta mediterranea che, per circa 40 anni, visse e lavorò a Pioppi, nel Cilento, dove ebbe l’opportunità di studiare sul campo gli effetti benefici dell’alimentazione sulla salute della popolazione locale. Diabete, ictus e infarto, malattie renali, Alzheimer, malattie neurodegenerative, cancro. Sono alcune delle patologie che è possibile contrastare grazie ai principi che sono alla base della Dieta Mediterranea, dichiarata dall'Unesco “Patrimonio immateriale dell'umanità”. Il  prestigioso riconoscimento dell’organizzazione delle Nazioni Unite ma va oltre il concetto di cibo sottolineando la valenza sociale, economica, ambientale e culturale di questo modello alimentare, espressione dell’intero sistema storico e culturale del Mediterraneo.  Tutto si basa sul consumo di cereali integrali, legumi, di ortaggi e di frutta, pochissima carne, sull’impiego dell’olio extravergine d’oliva, modiche quantità di vino rosso, erbe aromatiche e peperoncino. Più che da singoli alimenti, la Dieta è caratterizzata da una combinazione perfettamente bilanciata fra essi, con una prevalenza di proteine e grassi di origine vegetale, fibre, vitamine, sali minerali. Una straordinaria farmacia in dispensa. Lo aveva intuito Keys nel secolo scorso, lo confermano oggi gli studi più avanzati dei centri di ricerca del mondo: esiste un preciso rapporto fra abitudini alimentari ed incidenza di patologie gravi. Dieta (dal latino diaeta, dal greco dìaita) significa “stile di vita”. Ancor prima di Key, Ippocrate (460 a.C. -  370 a.C.), il padre della medicina aveva raccomandato: “ Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”, sottolineando l’importanza dell’alimentazione nella prevenzione e nella cura delle malattie.  Oggi il rapporto tra Cibo e Salute è dimostrato da dati scientifici e statistici. Energeo Magazine ha avviato una sinergia con  la Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), la Società scientifica senza scopo di lucro che riunisce studiosi e esperti di tutti gli ambiti legati al mondo della nutrizione, al fine di divulgare le tematiche su “Alimenti e Dieta: innovare la tradizione”, affrontate a Firenze durante il  XXXVI Congresso Nazionale da esperti di molte nazioni che  rappresentano più di un terzo della popolazione mondiale. In questo contesto è emerso, infatti, che la dieta, se scorretta, può essere una delle principali cause di malessere, al contrario, se sana ed equilibrata, può essere preventiva e terapeutica nei confronti di una serie di patologie. Non meno importanza riveste la preparazione del cibo, importante tanto quanto la genuinità degli alimenti utilizzati. Lo stesso alimento modifica le sue proprietà a seconda dei metodi di cottura e di come viene associato con altri alimenti.

 

 

   LA DIETA DELLE MERAVIGLIE

 

Gli alimenti che stanno alla base della dieta mediterranea, essendo ricchi di sostanze antiossidanti, riescono a combattere l’azione dei radicali liberi, principali responsabili dello stress ossidativo dell’organismo e dell’invecchiamento, svolgendo una funzione protettiva del sistema cardiovascolare (aterosclerosi, ipertensione, infarto, tramite riduzione della ossidazione del colesterolo LDL) e preventiva nei confronti di tumori (pancreas, apparato digerente, prostata, seno, fegato, pelle), di malattie degenerative del sistema nervoso centrale (Alzheimer, Parkinson), dell'osteoporosi, di alcune forme di diabete; della degenerazione maculare senile, della infertilità maschile e dell'invecchiamento della pelle. L’inclusione dell’olio extravergine di oliva e della frutta secca, in particolare le noci, ha un ruolo fondamentale nel migliorare la memoria e nella prevenzione dell’Alzheimer. Non basta: la Dieta Mediterranea contrasta efficacemente anche le malattie cronico-neurodegenerative attraverso gli antociani, di cui i prodotti della dieta mediterranea sono ricchi: si trovano nei mirtilli, nelle melanzane, nelle pesche, nelle arance e nelle ciliegie, nell’uva nera. Spinaci, carote, zucchine, melanzane forniscono alte quantità di potassio, ferro, betacarotene, vitamina C e vitamina E.  Le fibre contenute nei vegetali migliorano il transito intestinale, favorendo l’espulsione delle tossine. La sostituzione nella dieta dei grassi saturi (in genere di origine animale) con i monoinsaturi ed i polinsaturi (generalmente di origine vegetale), si accompagna ad una riduzione dei valori del colesterolo nel sangue. Fin dai tempi di Ancel Keys si sapeva che l’incidenza di malattie cardiovascolari era notevolmente inferiore nelle popolazioni del mezzogiorno d’Italia rispetto agli abitanti degli Stati Uniti e dei Paesi nordici, dove si consumano molti grassi animali e pochi oli vegetali. Oggi la scienza ha dimostrato l’esistenza di un'associazione diretta tra dieta ricca di acidi grassi saturi e aumentati livelli di colesterolo LDL, il cosiddetto colesterolo cattivo, di cui sono note le temibili conseguenze (malattie cardiovascolari, infarto miocardico e ictus). Molti dati sottolineano, al contrario, l'effetto protettivo, contro le suddette patologie, degli acidi grassi monoinsaturi (come l’acido oleico contenuto nell’olio d’oliva) e di quelli polinsaturi. La correlazione tra colesterolo e grassi saturi risiede nel fatto che questi trigliceridi sono fondamentali per il trasporto del colesterolo, formano infatti le lipoproteine che trasportano i lipidi e il colesterolo nel sangue. Lo dimostra uno studio condotto su 48 persone, maschi e femmine, residenti in zone rurali dell’Italia meridionale, con un regime alimentare tipicamente mediterraneo (Anna Ferro-Luzzi, MD, Pasquale Strazzullo, MD, Cristina Scaccini, PhD, Alfonso Siani, MD, Stefania Sette, Maria Antonietta Mariani, Paolo Mastranzo, Rita M. Dougherty, BA, Hames M. Iacono, PhD, Mario Mancini, MD).

 

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